Omicidio Desirée, Visconti FdI: tutti abbiamo il dovere di chiedere scusa

Roma, 31 ottobre – Pronti e via, se qualcuno si era preoccupato del silenzio di Marco Visconti sull’omicidio di S. Lorenzo, ancora per mano di extracomunitari, che lascia ancora senza vita una ragazza giovanissima, Desirée Mariottini, l’esponente Romano di Fratelli d’Italia non si fa attendere e dal suo profilo Facebook non risparmia nessuno: “È vero la politica a volte specula su omicidi infami come quello di Desirée, lo si fa a destra prendendosela con le strategie di immigrazione incontrollata, lo si fa a sinistra con la polemica ignorante che batte sulla xenofobia, persino più ignorante quando e solo quando è senza motivo, gratuita e retaggio nostalgico. Questa volta, così come in passato, come analogamente è già troppe volte accaduto, ci si ritrova in una guerra tra poverissimi e l’unica ad averla già persa è quella ragazzina di 16 anni, perché per lei, nessuno ha combattuto. Aveva bisogno d’aiuto e nessuno glielo ha dato, le nostre città pullulano di stabili e palazzine occupate, zone franche che sfuggono al controllo delle Autorità, tutti lo sanno e nessuno le sgombera, nonostante le tante denunce lanciate da esponenti politici locali come il sottoscritto, denunce non solo di facciata, ma contenenti dossier poste alla cognizione persino della Procura della Repubblica. Poi la scena la prendono da un lato Salvini, che da Ministro degli Interni, non solo ha il diritto, ma anche il dovere di recarsi sui luoghi, salvo poi cadere nelle provocazioni di gente senza arte né parte, che la scena la prende per hobby e, dietro questa o quella sigla, la polemica la fa per mestiere, da sempre alle spalle di chi va a lavorare. Troppi centri sociali e pochi servizi sociali, troppi diritti e pochi doveri, troppe chiacchiere ad orologeria e pochissime palle per prevenire delitti bastardi per i quali, ancora una volta, ciascuno di quanti si occupi o si sia occupato di cosa pubblica non si azzarda a chiedere scusa e a prendersi per sé un po’ della colpa di quanto successo a quella ragazzina. Intanto le palazzine, gli stabili e i depositi continuano ad essere occupati e non ho visto eserciti iniziare a sgomberarli, i commissariati di polizia continuano ad essere per buona parte chiusi di notte, i centri sociali, fatti esclusivamente di parassiti della società,fanno e faranno ancora il bello e il cattivo tempo, alla maggior parte delle espulsioni non seguono i rimpatri e fra un mesetto Desirée sarà scalzata dalle cronache dalla prossima e così all’infinito, fino a che non si affermerà il principio per il quale la legalità è l’unica chiave e si persegue ad ogni costo, anche e soprattutto con la forza, perché nessun diritto vale più del suo dovere complementare e nessuna libertà vale più della sicurezza”.

 

Desiree_Mariottini

Censimento Rom, Visconti FdI: “necessario altroché anticostituzionale”

Roma, 19 giugno – “Non si tratta di razzismo né di intolleranza e non c’è alcun profilo di anticostituzionalità, tutt’altro, l’ipotesi di un provvedimento finalizzata al  censimento di Sinti e Camminanti va resa al più presto effettiva”. Queste le dichiarazioni del Delegato all’Ambiente e Dirigente Romano di Fratelli d’Italia Marco Visconti che fanno eco alle parole di ieri del Ministro Salvini. Ancora Visconti aggiunge: “è proprio il principio di uguaglianza sul quale la nostra carta costituzionale si fonda a rendere necessario un provvedimento simile, ogni cittadino che vive nella legalità è infatti censito dallo Stato nel quale risiede e, di lui, le autorità di pubblica sicurezza devono poter conoscere in qualunque momento generalità, residenza e componenti del suo nucleo familiare. Non risponde al vero, infine – conclude Visconti – che un provvedimento di questa natura esorbiti le competenze del Ministero degli Interni, come ho sentito dire da autorevoli giornalisti, certamente le comunità Rom sono oggetto di competenza e di attenzione sociale, ma censirle non le penalizza, anzi se mai fa compiere un passo in avanti verso un’integrazione, possibile solo se la si fa incominciare dai doveri e dal rispetto proprio di uguaglianza e legalità, magari con qualche pseudo libertà in meno fatta passare per diritto acquisito”.Roma,