Lungotevere Ostiense in mano ai rom, Visconti (FdI): senza esclusione di colpi contro una cultura infame

Roma, 25 luglio 2016 – Colonne di fumo nero mai così denso, scoppi, fiamme e il fuoco che fa paura a lungotevere Ostiense è ormai una consuetudine. Lo spettacolo va in scena tra gli insediamenti abusivi che a decine, incontrastati, riempiono le rive del Tevere tra il Gasometro e ponte Marconi.   Non è più solo l’inquinamento atmosferico a preoccupare i residenti, che ora temono per la loro sicurezza e per quella delle loro abitazioni; troppe denunce inascoltate e a scendere in campo è ancora Marco Visconti (Fratelli d’Italia) che sul suo sito internet rilancia la video denuncia e una lettera accorata che una giovane studentessa scrive al neo sindaco di Roma Virginia Raggi. Proprio Marco Visconti, che da tempo combatte contro i roghi tossici che devastano le periferie romane, torna all’attacco: “A Roma è in atto un’invasione silenziosa che dall’insediamento del ex sindaco Marino fino ad oggi continua a riguardare la nostra città. Lungotevere Ostiense – prosegue Visconti – è l’ennesimo esempio di come illegalità e abusivismo vengano ignorati fino all’assurdo di sembrare autorizzati. Dalla periferia siamo passati al centro della città – ribadisce Visconti – allaccio abusivo alla rete idrica, a quella elettrica, rifiuti dati alle fiamme, furti di rame, baracche con la cassetta della posta, e degrado e pericolo proprio di fronte alle palazzine di gente normale. Chiunque governi – conclude Visconti – deve comprendere una volta per tutte che è necessaria una guerra senza esclusione di colpi contro una cultura infame che non c’è ragione di tollerare né tanto meno di rispettare, che di integrarsi non ha alcuna intenzione e che quindi va repressa e punita come qualsiasi altra forma di intollerabile illegalità”.

“Per questa mia ennesima denuncia – attacca infine Visconti – voglio ringraziare Marta che girato il video e ha voluto scrivere di suo pugno una lettera a Virginia Raggi che di seguito pubblichiamo”.

Buongiorno. Sono una studentessa, cittadina di roma e ho 22 anni. Abito molto vicino alla Basilica di San Paolo fuori le mura e le finestre del mio appartamento affacciano sul tevere. Questa mattina come molte altre mattine mi sono svegliata a causa del cattivo odore e della coltre di fumo che si spargeva piano piano penetrando anche in casa. Ho effettuato, come sempre, le dovute segnalazioni alle autorità come rimedio temporaneo a questi avvenimenti ma vorrei renderla partecipe sperando che possa fare qualcosa per migliorare questa situazione in modo definitivo. Vorrei spiegarle meglio la condizione in cui altri miei concittadini, colleghi universitari ed io siamo costretti a vivere ogni giorno. In questo punto di Roma, come in altri, sono stanziati vere e proprie comunità di rom e zingari, alcuni abitano in capannine altri si sono costruiti una sorta di villa, con tanto di numero civico, casella postale, impianto idraulico (tubo collegato ad una fontanella posta sul lungotevere che hanno del tutto monopolizzato), impianto elettrico (collegandosi ai pali della luce sulle strade) il tutto rivestito da eternit e lamiere. Per ingrandirsi e continuare a stare li, queste persone, appiccano periodicamente dei fuochi sulle sponde del tevere, distruggendo il canneto che regge l’argine per buttare la loro immondizia e ingrandire la comunità. Distruggere il canneto utilizzando il fuoco vuol dire in primis inquinamento aereo di prima e seconda specie, con sostanze organiche e inorganiche, tossicologiche poiché anche tutta l’ immondizia accumulata, nel periodo estivo, viene bruciata insieme al resto, ma vuol dire anche favorire allagamenti nei periodi di piena in cui il fiume esonda allagando le strade, in quel caso l’immondizia testè citata viene portata via dal fiume e una parte si ferma sugli alberi ma la maggior parte viene scaricata in mare. La situazione è diventata insostenibile poiche oltre agli aspetti inquinanti subentrano anche i danni che arrecano ai cittadini: danni per le strade, furti, rapine, danni alle macchine parcheggiate. Non se ne puó più. Come già detto sono una studentessa, effettuo i miei studi presso l’università di Roma Tre, nella facoltà di ingegneria sita in via della vadca navale. Anche questo angolo del quartiere è in mano agli zingari che hanno delle vere e proprie ville com tanto di cancelli e macchinoni tra cui audi e mercedes che la maggior parte dei cittadini onesti non puó permettersi.
Ogni giorno noi studenti conviviamo con furti all’interno dell’università e danni alle macchine per vandalismo. Queste persone passeggiano tranquillamente nell’università, rubando, danneggiando le macchinette, chiedendo elemosina e lavandosi nei nostri bagni, facendosi anche la barba e lasciando ció che trovano uno schifo. Ma questa gentile Sindaca è un’altra storia che potrebbe approfondire se solo venisse a farsi una passeggiata all’ex cinodromo.
Marta.

 

foto incendio rom ostiense